Le comunità energetiche stanno finalmente decollando, grazie ad un risveglio dell’attività GSE di verifica e approvazione di impianti e configurazioni di autoconsumo. Ancora pesa la procedura molto farraginosa e lenta, piena di intoppi burocratici. Ancora pochi i nuovi impianti progettati che sono operativi nelle CER e solo ad agosto stanno arrivando i primi contributi PNRR del bando aperto nel 2024.
Gli impianti riconosciuti al 30 giugno 2026 nelle configurazioni di autoconsumo sono circa cinquemila, per 302,9 MW di potenza, quasi tutti fotovoltaici, che hanno cominciato a condividere elettricità nelle 3.630 configurazioni già riconosciute dal GSE.
E’ una buona notizia: erano la metà di oggi il 31 dicembre 2025, 1.805 configurazioni per una potenza di 174,5 MW. Anche i consumatori nelle configurazioni sono raddoppiati in sei mesi: da 18.263 a 37.821 contatori. Restano potenze e numeri ancora piccoli: ogni configurazione ha 90 kW di impianti e 10 di contatori di consumo, capaci di generare ciascuna circa due mila euro di valore.
Il numero delle CER, come soggetti giuridici autonomi, è cresciuto da 600 a circa 900 in sei mesi, poco ma è un buon segno: i costi fissi di gestione e amministrazione non sono trascurabili e quindi meglio essere meno e più efficienti pronti ad amministrare tanti soci, tanti impianti, distribuiti anche in decine di configurazioni (che fanno riferimento a diverse cabine primarie).
Ci aspettiamo una crescita importante: il GSE ha ammesso ai finanziamenti PNRR circa 30 mila impianti per una potenza di 1.740 MW, almeno 5/6 volte quella di oggi. Speriamo impianti per CER “vere”, non associazioni costituite solo per avere contributi europei per realizzare impianti. Ancora pochissimi in Italia gli impianti “comunitari”, realizzati dalle comunità stesse per i soci: i soci di “Comunità Solare”, con 5 impianti per 450 kW di proprietà condivisa è l’eccezione, non la regola.
Ma anche per il 2027 non possiamo attenderci la maturità: le CER in Italia sono ancora una riforma incompiuta. L’idea è buona: condividere tra vicini l’elettricità prodotta dagli impianti solari, risparmiare sulle bollette e destinare l’utile residuo a progetti sociali. In Spagna e Austria chi entra in una CER vede la convenienza subito in bolletta, da noi i soci consumatori pagano al prezzo dell’elettricità prodotta dalle centrali a metano anche i kW prodotti dai vicini soci produttori, incrementando gli “extraprofitti” delle utility elettriche e del gas. Stiamo aspettando che si recepisca in Italia le norme europee sullo “scorporo” in bolletta: che vengano tolti dai costi in bolletta il guadagno delle utility elettriche sull’energia solare scambiata in comunità. Solo allora i consumatori delle comunità diventeranno milioni, come nei paesi del centro e nord Europa.
Andrea Poggio


CONTATORI ASSOCIATI
IMPIANTI SOLARI ALLACCIATI O IN CANTIERE
POTENZA ELETTRICA DISPONIBILE




